MUSICA CLASSICA E ARTE  2008

1890

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Antonin Dvorak - Trio per pianoforte e archi op. 90 "Dumky"
La parola dumky, plurale di dumka, dal verbo dumati, si ritrova in tutte le lingue slave e significa meditare, pensare, riflettere. Dumky è anche una vera e propria forma poetica, ballata elegiaca celebrativa di grandi eroi, sorta di canto epico che ricordava le gesta dei cosacchi alla conquista di pace e libertà.

Dvorak scrisse alcuni pezzi intitolati dumka, (come la Dumka op. 35 per pianoforte) intendendo per essi una forma musicale malinconica di fondo, però inframmezzata a sezioni serene, gradevoli, più leggere.

Il Trio op. 90 in mi minore «Dumky» trae il nome da quest'intenzione poetica e si esprime in un'architettura variabilissima nelle indicazioni dinamiche e di tempo - almeno una quarantina gli scarti di movimento - e sostanzialmente binaria nella struttura (in pratica degli A B alternati).

Vi troviamo temi eroici, gioiosi, di danza, in sequenza con altri di taglio opposto, nostalgici, intimistici.

Mancano, in linea di massima, elementi «complessi» di sviluppo, di modificazione, di variazione organizzata. Tutto scorre senza interruzioni, passa, si risolve, rinasce: Dvorak compone le sue melodie, non le trascrive, non le rielabora, semplicemente coglie il sapore del canto popolare.

Come le sequenze di un film, scorrono semplici fotogrammi di un'impressione fugace, in grado di restituire il senso dello «spirito del popolo». Alla fine questi sei brevi brani si collegano in una formidabile unità di contenuti attraverso un pensiero comune. La connessione è garantita, oltre che dal carattere, dalle relazioni tonali e da uno stile narrativo che ce ne restituisce l'antica origine dei cantastorie slavi. La seconda Dumka II ancora vive di contrasti, con una sezione lenta alternata a una di fattura più veloce, nello stile della rapsodia ungherese.

 

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